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Salita

Diego Degasperi 3° alla Pikes Peak in Colorado

Diego Degasperi, portacolori Aci Team Italia per l’occasione, sale sul terzo gradino del podio in Gruppo Unlimited nella 104ª edizione della leggendaria cronoscalata Pikes Peak in Colorado.

Quarto assoluto, terzo in Gruppo Unlimited, tornato dopo un anno al volante della Nova Proto NP 01 spinta da un motore V6 biturbo che sprigionava poco meno di settecento cavalli.

L’emozione della cronoscalata

«Ero commosso all’arrivo a 4300 metri di quota e ho pianto. Ho atteso 365 giorni per questo momento e il sogno s’è realizzato. Domenica il meteo era ottimo, senza il vento dei giorni scorsi. Asfalto scivoloso nel primo tratto, dove sono salito piuttosto abbottonato. Terzo di Gruppo e ai piedi del podio nell’assoluta vinta da Romain Dumas con la Super Mustang elettrica da 1500 cavalli. Poi il californiano Robin Shute in corsa con la Sendycar V1, monoposto a propulsione termica con 1000 cavalli a disposizione e Simone Faggioli al volante dell’ultima evoluzione della Nova Proto NP 01».

Giornata intensa

«Non avevo mai visto così tanto pubblico su un campo gara. Sono partito carico e concentrato, ma l'attesa è in grado di diventare snervante perchè non si sa mai quando tocca esattamente a te. Sono stato accorto nel primo settore ed infatti ho alzato il mio tempo rispetto alle prove. Come detto, volevo arrivare a tutti i costi e ci sono riuscito, piangendo dall'emozione al traguardo. Sono riuscito a scendere sotto il muro dei nove minuti, era uno dei miei obiettivi, alle spalle di veri missili come Dumas, Shute e Faggioli». Il driver trentino è salito sino ai 4300 metri di quota nella “Corsa verso le nuvole”.

La Pikes Peak
Competizione estrema e appuntamento tra i più ambiti in assoluto, un sogno nel cassetto per il pilota trentino che per la seconda volta s’è presento allo start della gara. Come detto, vicino Denver in Colorado, c’è un picco dedicato a Zebulon Pike, scopritore della vetta più alta della parte orientale degli Stati Uniti. Si gareggia nella catena delle Montagne Rocciose con partenza a 2862 metri di altitudine per arrivare dopo 19,900 chilometri a quota 4300 metri. Da affrontare 156 tra curve e tornanti per un dislivello di 1439 metri su un percorso senza barriere stradali di sicurezza. Questa è la famosissima cronoscalata dove il meteo può mutare improvvisamente: nebbia, ghiaccio e neve sono sempre in agguato. Non solo, ma causa l’aria rarefatta in alto, le appendici aerodinamiche lavorano meno. L’altitudine influenza anche il rendimento dei motori, in maniera minore se si utilizzano motori turbocompressi e nulla se si usano motori elettrici. Infatti la vittoria assoluta è dell’esperto Romain Dumas con la Super Mustang Mach – E, elettrica, capace di circa 1500 cavalli in una giornata magnifica. Secondo è il californiano Robin Shute in corsa con la Sendycar V1, monoposto a propulsione termica con 1000 cavalli a disposizione.

Lo scorso anno

«Nel 2025 ci siamo piazzati terzi assoluti e primo tra i rookie, ma causa le avverse condizioni meteo, il percorso venne accorciato impedendomi di arrivare fino alla vetta. Il sogno è stato realizzato solamente in parte. Domenica siamo arrivati in vetta».

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