Filippo Sala è pilota ufficiale del Team Leclerc
Il quattordicenne Filippo Sala è pilota ufficiale Birel con il supporto e marchio di Charles Leclerc per tutto il 2026 nelle Categorie OK125 e KZ125. Una stagione che lo vedrà allo start in 26 gare. Il pilota trentino della Ferrari Driver Academy è inoltre reduce da un ottimo primo test in Formula 4 sulla Circuito mondiale di Catalunya vicino Barcellona.
Filippo, driver ufficiale
«Ovviamente sono felicissimo. Birel è marchio storico e gareggiare con un mezzo marchiato Leclerc la motivazione di puntare in alto raddoppia di spessore. Un grande impegno, visto che sarò al via sia in categoria OK sia in KZ. Quest’ultimo ha cambio sequenziale e dotato, diversamente dai mezzi con i quali ho corso sino ad oggi, anche i freni anteriori. Più potente e obbliga un guida totalmente diversa dall’altra Categoria. Avrò il mio bel daffare visto che affronterò 26 gare in totale».
Telaio Leclerc
«Quando Leclerc è stato interpellato da Birel, ha immediatamente dato l’assenso visto che un pilota FDA affrontava la stagione 2026. Il pilota della Ferrari ha sostenuto con slancio l’iniziativa. Quindi corro con i suoi telai. Sarà una stagione impegnativa, visto che tra gare e test sarò in pista per 235 giorni».
Da rilevare che il marchio italiano ha permesso il passaggio in Formula 1 a piloti quali Patrese, Keke Rosberg, Pirro, Hakkinen, Montoya, Kubica, Ricciardo e Leclerc.
Il test in Formula 4
Dapprima una sessione al simulatore a Maranello per poi volare a Barcellona e confrontarsi con driver che gareggiano con questa monoposto.
«Già varcare i cancelli del Circuito di Barcellona – Catalunya è stato emozionante. Mi è stato dato un permesso speciale, visto che il mio quindicesimo compleanno è a luglio. Per la prima volta ho esordito su una pista del campionato mondiale di Formula 1 lunga 4,657 chilometri con quattordici curve. Il team era SG Motorsport e in pista giravano 26 piloti provenienti da tutta Europa. Grande emozione nell’infilarmi nella monoposto, allacciarmi le cinture ed ascoltare i consigli dell’ingegnere Gianluca Pomozzi».
La prima impressione
«La frenata. Incredibile, serve forte pressione. Un primo giorno dove ho voluto conoscere il tracciato, capire le traiettorie, le staccate e dove spingere. Una sessione, essendo esordiente sia sulla pista sia con la macchina, tutta dedicata a comprendere reazioni del mezzo e delle coperture. Tredicesimo tempo. Il secondo giorno ho iniziato a spingere ed ho terminato con il terzo riscontro cronometrico a solo quattro decimi dall’esperto Thomas Bearman. Quindi abbiamo analizzato la telemetria per capire dove si potesse migliorare. Nella terza sessione ho staccato il miglior tempo assoluto. Avevo a disposizione due set di gomme, mentre gli altri piloti cambiavano le coperture ad ogni uscita in pista. Che dire? Sono più che soddisfatto. Il mio compito è onorare la fiducia di Ferrari e restituire l’investimento che hanno fatto su di me».